Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Si avvicina la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Qui in Terra Santa si percepisce la diversità e l’unità delle diverse credenze religiose. Chi scrive questo, domenica 5 ha celebrato l’Eucaristia alle 8 ore del mattino nella Basilica del Monte Carmelo accompagnato dal vescovo greco-melchita di Galilea, il quale ha partecipato alla Messa che io presiedeva in italiano e in cui, comunicò sotto le due specie, simboleggiando l’unione con la stessa chiesa, ma con riti differenti, il mio romano, il suo greco-melkita. Unità nella diversità.

Il 31 ottobre 1934 succedeva qualcosa di simile nel Santuario della Madonna del Monte Carmelo. Mercoledì 31 ottobre. Haifa e tutta la Galilea sono in festa per la ricezione solenne di Sua Beatitudine Monsignor Cirilo IX Moghabghab (1855-1947). Patriarca Greco-melchita di Antiochia, di Alessandria, di Gerusalemme e di tutto l’Oriente. Un grande corteo di automobili è andato a cercarlo fino ad Akko e l’ha condotto processionalmente fino ad Haifa alla residenza di Mons. Haggear (1875-1940), Arcivescovo della Galilea con il titolo di San Giovanni d’Acri. Numerosi sono stati i ricevimenti ufficiali effettuati a Sua Beatitudine, sia dalle autorità civili che religiose di Haifa. Oggi, il 31 ottobre 1934, il Monte Carmelo ha avuto l’onore e la gioia di ricevere Sua Beatitudine, circondato da alti prelati della sua Chiesa: S. Excl. Mons. Haggear, S. Excl. Mons. Naoum (1882-1967), Metropolita di Tiro, Sua Eccelenza Mons. Nabba (1875-1940), Vescovo di Sidone. Tutti i vescovi insieme hanno concelebrato con i loro sacerdoti assistenti, alle ore 7h30.

Durante il pranzo di mezzogiorno in comunità, il N.P. Vicario fece un brindisi, al quale Sua Beatitudine rispose sottolineando il felice riavvicinamento tra i Carmelitani e la Chiesa bizantina, e le loro relazioni attuali piene di simpatia. La nostra linea di unione è molto cara, senza contraddire, alla Santa Sede alla quale siamo soggette le diverse chiese, vivendo integralmente la stessa fede, divergendo soltanto nella liturgia e a livello della gerarchia. Sua Beatitudine, che parla italiano, e che conosce perfettamente il francese, l’inglese e altre lingue orientali, ci ha fatto una grande impressione per la sua bontà, la sua semplicità e il profondo tono che sgorgava dal suo cuore ogni volta che pronunciava la parola: Il Santo Padre.

P. Óscar I. Aparicio Ahedo, ocd

 

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