La festa ebraica di Sukkoth sotto uno sguardo e un interpretazione carmelitana

La parola «sukkoth» è il plurale della parola ebraica sukah che significa «capanna». Il termine sukah nel linguaggio comune indica proprio la capanna che viene costruita per la celebrazione della festa in ricordo del periodo «nel deserto» dopo l’Esodo biblico del popolo ebraico dopo essere stati in Egitto.

La festa di Sukkoth ricorda, quindi, la vita del popolo di Israele nel deserto durante il loro viaggio verso la terra promessa, la terra di Israele. Durante il loro pellegrinaggio nel deserto essi vivevano in capanne (sukkoth).

«Celebrerai la festa delle capanne per sette giorni, quando raccoglierai il prodotto della tua aia e del tuo torchio; gioirai in questa tua festa, tu, tuo figlio e tua figlia, il tuo schiavo e la tua schiava e il levita, il forestiero, l’orfano e la vedova che saranno entro le tue città. Celebrerai la festa per sette giorni per il Signore tuo Dio, nel luogo che avrà scelto il Signore, perché il Signore tuo Dio ti benedirà in tutto il tuo raccolto e in tutto il lavoro delle tue mani e tu sarai contento» (Deuteronomio 16,13-15)

Nell’Esodo ciò che univa il popolo ebraico in cammino era il desiderio di uscire dalla condizione di oppressione al desiderio di vivere in libertà.

Questo cammino verso la libertà, che chiamiamo Esodo, è la fonte principale della religione di YHWH. Secondo la prospettiva biblica, l’esperienza dell’Esodo è la fondazione del popolo di Israele.

Israele parte, non per essere un popolo qualunque, ma per servire Dio. La meta da raggiungere è la montagna di Dio, fin allora ancora sconosciuta, dove adorare e servire Yahvè. La terra sognata e attesa da Israele sarà la terra destinata al servizio del Signore, la terra in cui il popolo che la abita potrà vivere come Dio desidera, nella libertà e nella giustizia.

L’esperienza di Israele che esce dalla dura schiavitù in Egitto e inizia «un cammino di ricerca della libertà» percorrendo il deserto verso la Terra Promessa, non è significativa solo per gli ebrei, al punto da diventare il loro credo fondante (Dt 26, 1-11), ma diventa anche un paradigma della vita cristiana.

Gesù realizza l’Esodo finale e definitivo: passa dalla morte alla Vita. Questo è il contesto centrale e la chiave interpretativa di tutti gli esodi biblici.

Le comunità cristiane, nate dopo la Risurrezione di Gesù, cominceranno a leggere e interpretare il libro dell’Esodo alla luce del Mistero Pasquale, vale a dire, della fede in Gesù Cristo, morto e risorto, nuovo Agnello Pasquale (Ap 15,3).

In forza del battesimo, anche noi viviamo la dinamica pasquale del nuovo esodo (Rm 6,1-14). Gesù ci dà una nuova legge (Mt 5-7), ci nutre con la nuova manna (Gv 6,48–51) per sostenere il nostro cammino, così come ha sostenuto il suo popolo nel deserto (cf. Es 16, 1-35). La Pasqua di Gesù Cristo sigilla definitivamente l’Alleanza e apre la strada al Nuovo Popolo di Dio (Es 19,5-6; 1Pt 2,9-10).

Anche Santa Teresa di Gesù, come nuovo Mosè (dentro il nuovo popolo, che è la Chiesa), ha cercato di guidare la famiglia carmelitana, attraverso il suo itinerario di preghiera verso il monte della perfezione che è Cristo.

Nei primi passi nella vita spirituale (PRIME, SECONDE E TERZE MANSIONI della sua opera «CASTELLO INTERIORE») parla della persona orante, che si mette in cammino verso un orizzonte che abbraccia allo stesso tempo: la conoscenza di sé… e la scoperta di un Dio che chiede sempre più spazio nel nostro cuore, per darsi di più, per comunicarsi in tutta la sua pienezza.

La porta per intraprendere questo cammino è la preghiera, dialogo di amicizia, dove l’orante impara pian piano ad affidarsi ad un Dio su cui progressivamente può contare, perché non mancheranno prove del suo amore, lungo la propria storia personale.

Certo, le tentazioni non mancheranno: il ricordo di una vita passata, ma come dice Teresa – «non scoraggiatevi… se a volte cadete al punto di interrompere lo sforzo di andare avanti; anche da quella caduta Dio saprà trarre profitto…» (2M 1,8-9).

Quindi l’esperienza dell’Esodo nel deserto è fondamentale nella spiritualità carmelitana sin dalle origini. In particolare, in San Giovanni della Croce il vero deserto è quello della crescita umana, come l’esodo del popolo d’Israele nel deserto, è una ricerca di Dio attraverso le diverse tappe della vita spirituale.

Questo cammino nell’Esodo porterà l’uomo dalla schiavitù dei sensi alla liberta dell’incontro con Dio.

Il deserto è una pedagogia iniziatica attraverso la quale Dio ci libera delle nostre schiavitù e delle cose non necessarie, per camminare più leggeri e così entrare nella terra promessa del suo amore.

Attraverso questo esodo nel deserto si produce una trasformazione profonda nella nostra maniera di essere e così passiamo da schiavi a figli, dall’egoismo all’amore. Questo è un passo esistenziale verso la vita piena alla quale siamo chiamati tutti noi cristiani.

Gesù Cristo:

Lui sarà la nostra guida nel cammino attraverso il deserto.

Come Dio guidò il suo popolo con la nube davanti a loro (Es 13,21), Cristo guiderà i nostri passi nel nostro esodo di libertà interiore.

Dunque, costruiamo le nostre capanne (sukkoth) nel deserto, pieni di fiducioso abbandono:

 

«Il Signore ci ha condotti fin qui e certamente, da qui in avanti, Egli ci condurrà.

Ci ha amati da sempre.

Da sempre ci ha chiamati e certamente non ci abbandonerà.

Fin dall’inizio il Signore stava lì.

E certamente, da qui in avanti, Lui ci sarà ancora.

Ogni volta che abbiamo bisogno, Egli ci aiuterà.

La sua grazia ci ha chiamati.

Il suo amore ci ha inviati.

Continueremo a cercare la sua pace!»

 

Riflessione fatta a Muhraqa, Monte Carmelo,

il 02 ottobre, 2020, veglia della Festa ebraica di Sukkoth,

da P. Julio Almansa OCD e Pietro Braccu OCDS

 

Questo sito utilizza cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e cookie di terze parti per consentire analisi statistiche in forma aggregata. Cliccando su Accetto o proseguendo in qualunque modo la navigazione sul sito, Lei acconsente all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni, anche in ordine alla disattivazione, è possibile consultare la Cookie Policy.

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close