P. Próspero, ristoratore del Monte Carmelo

Martín  Garaizabal Jimenez  è nato a Nalda (La Rioja) España, il 22 maggio 1583 e battezza il 17 giugno1583 nella Chiesa del suo villaggio. Il poco che conosciamo della sua infancia e gioventù lo dobbiamo ad un scritto[1] que lui stesso inviò dal Monte Carmelo. Da piccolo voleva essere religioso. Studiò nel collegio dei gesuiti di Logroño. Profesó come carmelitano scalzo il 1 novembre 1618 nel convento di Santa María della Scala di Roma.

I suoi destini furono i conventi di Palermo e Napoli (1608-1618) prima di recarsi al Deserto carmelitano di Varazze, vicino a Genova. Mentre era già lì, ricevette una lettera del P. Generale per cui veniva destinato alle missioni dell’Oriente. Arrivò alla missione di Ispahan (Persia), attualmente Irán. Fu scelto superiore di Ispahán il 23 de luglio 1621. Scrisse una Relazione di tutto ciò che visse in Persia (1624). Fondò la missione di Alepo in Siria (1627) e divenne primo vicario della Siria (1627-1631).

Il 30 novembre 1631 ricuperò per l’Ordine la nostra presenza sul Monte Carmelo. Celebrò quel giorno la prima Messa nella cosiddetta Scuola dei Profeti, che poi diventò Moschea ed oggi è una Sinagoga. Comunque rimane un luogo di culto dedito alla figura del Santo Profeta Elia. Ritornò a Roma e assistette al Capitolo Generale del 1632. Il Preposito Generale, P. Paolo Simone di Gesù Maria, e tutti i suoi successori assumirono da quell’anno in poi (1632) il titolo di Priore del Monte Carmelo. Il P. Prospero fu il primo Vicario del Monte Carmelo, dove tornò il 17 febbraio del 1633 e celebrò la Messa in questo luogo santo.

Il 30 aprile 1633 venne inaugurato il nuovo convento, dove oggi sono le rovine del cosiddetto convento di P. Prospero, a metà strada dal faro e dalla Scuola dei Profeti, e lì visse secondo le leggi dei Deserti carmelitani. Così lo descrive: «Nella grotta dedicata alla Santa Madre hanno fatto tre celle, un oratorio, cucina e forno; tutto arioso e secco, con le pietre scolpite portate dall’antico convento dalla cima del Monte. E hanno altre tre grotte per chi cerca un pensionamento più grande…»

Il 7 settembre 1635 imbarca con destinazione a Roma. Il 15 novembre 1637 torna al Monte Carmelo. Nel 1641 scrive al Cardinale Barberini e gli chiede una copia dell’immagine della Vergine venerata nella Basilica di Santa Maria Maggiore di Roma. Questa sarà l’immagine che presiederà la cappella di Santa Maria del Monte Carmelo.

Con una travagliata presenza: … furti di ladri, difficoltà finanziarie, percosse ricevute, esili forzati ad Acre… ma rimane il custode del Monte Carmelo fino alla morte. Conosciamo la prima volta che prega alla Madonna del Carmine di salvare una nave dal naufragio: «… un’altra volta gettò la ancora alla punta di Carmelo chi era di fronte alla nostra grota. E vedendo il grande pericolo in cui si trovaba, chiamai ai mei fratelli e disse loro: «andiamo a recomandar alla Ssma. Vergine quelli poveri». E entrando in chiessa, dissemo la letania alla Madonna con la oratione “pro navegantibus”. Sucesse che si rompì la gumena e cominciò la nave a percorrere il mare». Bel racconto per conoscere la prima volta, che sappiamo, che la Madonna del Carmen soccorre i marinai per mezzo delle preghiere dei Carmelitani Scalzi.

Conserviamo l’ultima lettera scritta il 19 luglio 1653 dove suggerisce al P. Generale: «Per amore della Santissima Vergine e del nostro Santo Padre Elia, faccia in modo che qui siamo almeno tre preti e due fratelli, poiché viene gente da tutte le parti e cristiani dall’Europa. Tutti coloro che vanno a Gerusalemme passano di qua, si confessano e prendono la comunione. Non abbiamo nell’Oriente una missione che possa dare più gloria a Dio». E conclude dicendo: «Io non vivrò molto di più; ogni giorno aspetto la traversata».

Il 20 novembre 1653, ai settanta anni di età e cinquanta due di carmelitano scaozo, il P. Próspero dello Spirito Santo consegnò la sua anima a Dio. Nel momento della morte disse: «Sia fatta la adorabile volontà del mio Signore e mio Dio».

P.  Óscar Ignacio Aparicio Ahedo, ocd

[1] Próspero del Espíritu Santo (1583-1653). Relaciones y Cartas, Edición preparada por Víctor Zubizarreta, Monumenta Historica Carmeli Teresiano (23), Roma, 2006.