In cinque anni, il Papa Francesco ha cambiato il volto della Chiesa

Questo martedì, 13 marzo 2018, si è celebrato il quinto anniversario dell’elezione del cardinale Jorge Mario Bergoglio alla sede di Pietro.

Cinque anni fa, il 13 marzo 2013, fu eletto Papa Francesco. Il suo pontificato è stato particolarmente segnato dalla pubblicazione di due encicliche («Lumen Fidei», sulla fede, che riproduceva ciò che era stato preparato da Benedetto XVI, e «Laudato sii», sulla cura della casa comune), due esortazioni apostoliche («Evangelii Gaudium», testo programmatico del pontificato per una Chiesa estroversa, fortemente missionario, e «Amoris Laetitia» sull’amore nella famiglia), 23 Motu proprio (in particolare sulla riforma della Curia romana, la gestione e la trasparenza economica, la riforma della procedimenti di nullità matrimoniale o sulla traduzione di testi liturgici).

Anche i due sinodi sulla famiglia e il Giubileo della Misericordia hanno segnato questo pontificato, così come i suoi 22 viaggi apostolici che lo hanno portato a visitare 30 paesi, per non parlare delle sue 17 visite pastorali in Italia (il 18 si svolgerà questo sabato 17 Marzo a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo, sulle orme di Padre Pio), i suoi otto cicli di catechesi del mercoledì mattina (sulla professione di fede, i sacramenti, i doni dello Spirito Santo, la Chiesa, la famiglia, i misericordia, speranza cristiana, messa), le quasi 600 omelie a Santa Marta, senza contare gli innumerevoli discorsi, messaggi e lettere e i milioni di volti trovati e abbracciati.

Una chiesa con le porte aperte:  Il primo Papa gesuita, il primo Papa venuto dalle Americhe, scelse il nome di Francesco d’Assisi perché voleva una Chiesa con porte aperte che sapesse annunciare a tutti la gioia e la freschezza del Vangelo. Una chiesa che è probabile che sia «ferita , con problemi e sporca» ma dev’essere in mezzo alla gente, invece di rinchiudersi e «aggrapparsi alla propria sicurezza».

Lo Spirito Santo confonde : Francesco lancia un invito a farsi sorprendere dallo Spirito Santo, il vero protagonista della Chiesa, che continua a parlare e a dirci cose nuove. Francesco aveva pronunciato una delle sue parole forti a Istanbul nel novembre 2014: lo Spirito Santo «confonde» perché «ci mette in movimento, fa camminare, spinge la Chiesa ad andare avanti», mentre è molto più facile e sicuro «aggrapparsi alle proprie posizioni statiche e immutabili».

Papa di destra o di sinistra?  All’inizio, tutti hanno parlato positivamente di Francesco, poi a poco a poco sono arrivati i critici. Buone notizie, visto ciò che Gesù ha detto : «Attenti a voi quando tutti dicono cose buone su di voi». La destra accusa il papa di essere comunista, perché difende i poveri e i migranti e attacca l’attuale sistema economico liberale: «è ingiusto alla radice», dice Francisco, quando si dovette confrontare con la crisi economica in Argentina, «questa economia uccide», fa prevalere «la legge del più forte», «divora i più deboli».

Da parte sua, la sinistra accusa il Papa di rimanere saldo su questioni etiche: difende la vita, si oppone all’aborto e all’eutanasia: «Non è progresso quando si pretende di risolvere i problemi eliminando un problema: la vita umana». Difende la famiglia sulla base del matrimonio tra un uomo e una donna, condanna la teoria del genere. È preoccupato per la violazione del diritto all’obiezione di coscienza e prende atto della proliferazione delle rivendicazioni sui diritti individuali, che non riguardano i doveri inerenti alla vita nella società e non risolvono i problemi essenziali della umanità come la fame, che colpisce ancora centinaia di milioni di persone.

Critiche interne:  Il Papa è anche attaccato all’interno della Chiesa. Ci sono persino coloro che accusano il Papa di essere un eretico, di rompere con la Tradizione secolare della Chiesa, che si oppongono ai Papi precedenti. Eppure, Benedetto XVI aveva già invitato a riflettere sul discernimento per l’accesso alla comunione dei divorziati risposati in alcuni casi particolari. Eppure, san Giovanni Paolo II aveva già risposto all’arcivescovo Lefebvre 30 anni fa, spiegando il vero significato della Tradizione che «ha le sue origini negli Apostoli, e fa progredire la Chiesa sotto la guida dello Spirito Santo».

Questione aperte:  Sono ancora in cammino due azioni spinte dal Papa all’inizio del suo pontificato: la riforma della Curia romana e la lotta contro gli abusi sessuali. Mentre alcuni membri della Commissione per la protezione dei minori si sono dimessi, denunciando l’inerzia in Vaticano per affrontare questo problema urgente, Francesco ha rinnovato la sua fiducia in questa commissione estendendola a nuovi membri e rinnovando il mandato dal presidente, il cardinale O’Malley, arcivescovo di Boston.

La diplomazia della pace:  François promuove la cultura dell’incontro nel campo ecumenico e interreligioso, sul fronte sociale e politico, e sul piano umano. Si muove verso l’unità, ma senza cancellare le differenze e le identità. Il suo ruolo è stato centrale nel disgelo tra Stati Uniti e Cuba, come nel processo di pace in Colombia e in Africa centrale. Attacca coloro che fabbricano e vendono armi. Allo stesso tempo, denuncia con forza la persecuzione dei cristiani, «nel complice silenzio di così tanti poteri», chi può fermarli. Si oppose alla tratta di esseri umani, «una nuova forma di schiavitù».

Il tempo della misericordia, ma fino a un certo punto: Non c’è dubbio che la parola centrale di questo pontificato è misericordia, ma ha un limite: la corruzione. Il corrotto è colui che rifiuta la misericordia divina. E Dio non si impone. C’è un ultimo giudizio. Il Papa propone quindi sempre il capitolo 25 del Vangelo di Matteo: «Avevo fame e mi hai dato da mangiare». Alla sera della nostra vita, saremo giudicati sull’amore.

Meno clericalismo, più spazio per laici, donne e giovani:  Francesco critica il clericalismo, perché il pastore deve «servire» e avere «l’odore delle pecore». Afferma che i laici devono scoprire la loro identità sempre di più nella Chiesa: non devono rimanere ai margini delle decisioni. Apprezza il ruolo della donna, ma guarda verso il suo mistero, e non verso il suo ruolo pratico.

Evangelizzatori con lo Spirito : Il Papa chiede a tutti i cristiani di essere «evangelizzatori con lo Spirito», di «annunciare la novità del Vangelo coraggiosamente, ad alta voce in ogni momento e in ogni luogo, anche contro la corrente», toccando «la carne sofferente degli altri». «Se riesco ad aiutare una persona a vivere meglio, questo è sufficiente per giustificare il dono della mia vita», insiste Papa Francesco.

 

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